elettroacustica

Numen per flauto e nastro magnetico

“Occorre che l’uomo discenda all’acqua perché questa si animi. L’alito spirituale che guizza sopra l’acqua oscura è però inquietante come tutto ciò di cui non siamo, o di cui non conosciamo la causa. Così si fa presentire una presenza invisibile, un numen al quale non hanno dato vita né aspettativa umana né calcolo arbitrario. Vive di per sé. E un brivido assale l’uomo per il quale era spirito solo ciò in cui credeva, ciò che faceva o di cui parla la gente. Ma quando la presenza si manifesta spontaneamente, allora è come una apparizione, e una paura primitiva s’impadronisce dell’ingenuo intelletto” (C.G.Jung)

Numen come dialogo tra statico e dinamico, tra texture interna (mobile) e articolazione esterna. Due elementi collegati senza soluzione di continuità nel flusso dell’esecuzione.
Ogni nuova esecuzione è preceduta dalla creazione di una lista sequenziale e casuale delle tracce audio del nastro (funzione shuffle dei lettori CD). Ogni traccia audio si lega ad un preciso mobile strumentale. A ogni entrata del tape in partitura corrisponde l’esecuzione di una successiva traccia audio cui va associato il relativo mobile strumentale.
Il materiale del nastro magnetico è stato realizzato con tecniche di beat phasing ottenute con il programma CSound del MIT, unitamente a elaborazioni digitali di materiale di natura flautistica.

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